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Rifugio Piazza (767 m)


Questa escursione segna una nuova era nella famiglia di Mamma e l’Orso. Non paghi di questa vita fatta di pane, montagne e pannolini sporchi, i 2 temerari hanno deciso di allargare ulteriormente la famiglia.

Ecco quindi che il blog per un breve ma intenso periodo potra’ assurgere al titolo di “Blog di escursioni adatte a  donne incinte”.

Se aggiungiamo che ormai il secondogenito 3-enne pesa come un vitellino di media levatura e quindi viene portato al pascolo (spesso legato vista la sua vivacita’) e non piu’ nello zainetto porta bimbi, possiamo tranquillamente dire: “di meno, nin zo” (sottotitolo: se ce l’abbiamo fatta noi ce la puo’ fare chiunque)

Passiamo alla descrizione della gita

Arrivati a Lecco seguire la vecchia strada per la Valsassina, in corrispondenza di un tornante verso destra  (localita’ Malavedo 370 m circa) imboccare verso sinistra via Quarto e parcheggiare nell’ampio piazzale . Salire a monte una ripidissima strada asfaltata (il rifugio viene segnalato) che poi diventa sterrata e procedere lungamente in piano a lato delle reti paramassi. Dopo questo tratto il sentiero, che diventa gradinato,  sale nettamente nel bosco giungendo alla cappelletta della Madonna del Carmine (746 m) da cui si puo’ ammirare un bel panorama su Lecco e il lago.

Procedere in lieve salita verso nord ovest e arrivati ad un bivio tenere la sinistra e in breve discesa arrivare tranquillamente al rifugio.

Noi abbiamo preferito legare il piccolo 3-enne e tenere d’occhio il 6-enne perche’ una buona parte del sentiero e’ ben esposta sopra il lago.

Dal rifugio Piazza in 2 ore e’ possibile raggiungere il Pian dei Resinelli

Il dislivello complessivo e’ di 400 m circa.

Il rifugio e’ gestito dagli Alpini del Gruppo Medale di Rancio della Sezione A.N.A. di Lecco

Di foto siamo sprovvisti perche’ la Mamma ha riformattato il pc prima di salvarle (no comment!).

Buona gita!

Capanna Mara da San Salvatore (Erba)


Riprendiamo dopo interminabili mesi di pausa il blog.

La brutta stagione ci aveva un po’ abbattuti, sembrano, anzi sono, molto lontani i tempi in cui se c’era sole si faceva montagna e se tirava vento o pioggia o nebbia si faceva montagna, solo più tranquillamente, per non perdere l’allenamento.

Ora non solo se piove o tira vento si teme per le bronchiti-otiti-laringiti della prole (e non dite  che la montagna le previene, che ogni volta che noi si rischia col tempo incerto o i bimbi malaticci torniamo beccandoci una settimana di antibiotico), ma si mettono in mezzo matrimoni, ritrovi familiari e impegni di lavoro.

Torniamo alla gita odierna.

Dopo aver esplorato i dintorni di Erba abbiamo individuato un po’ di itinerari piacevoli, vi illustriamo quello fatto ieri.

La parte più difficile in realtà è trovare la località di partenza.

Per questo, visto che l’idea di scrivere passo passo tutti nomi delle vie per raggiungerla ci atterisce e nessuno di noi 2 vuole  immolarsi nel  farlo, vi stampiamo direttamente la strada segnalata da google map.

Il parcheggio piu’ comodo e’ nei pressi di un ristorante (di cui non siamo ancora riusciti a capire gli orari di apertura) in via Minoretti (sempre nel comune di Erba). Da qui potete proseguire lungo la stessa via seguendo una comoda mulattiera che si ricongiunge con la carrozzabile poche decine di metri prima dell’eremo di San Salvatore.

Da San Salvatore la Capanna Mara dista circa un’ora e mezza di cammino (tempo di percorrenza con Santo di 6 anni in buona giornata, Teppa di 3 anni nello zainetto). Il dislivello e’ quasi 800 m, quindi munitevi di pazienza e snack di ristoro per i piccolini.

La Capanna Mara (affollatissima) risulta molto ospitale e ben tenuta, circondata da bei prati dove si puo’ addirittura fare la pennichella (noi, giuro, non l’abbiamo fatta) ma soprattutto sulla dorsale tra il monte Bolettone e la Punta dell’Asino, poche decine di metri sopra il rifugio, si gode della vista del lago di Como.

Se volete potete comodamente raggiungere anche la Punta dell’Asino, nella vaga speranza di vedere l’altro braccio del lago, ma verrete disillusi.

Un altro itinerario interessante che ci riproponiamo di fare e’ l’escursione al rifugio Riella da Capanna Mara (50 minuti circa).

Segnaliamo infine che partendo dal parcheggio (basta scendere di una cinquantina di metri per trovare le indicazioni) si possono effettuare alcune brevi escursioni interessanti:

  • La Scala di Legno, lunga 25 m circa, da farsi esclusivamente se muniti di attrezzatura da ferrata, se accompagnati da bambini o da incapaci come La Mamma
  • La Scala di Ferro (questa non l’abbiamo ancora fatta, non possiamo garantire sull’effettiva diffcolta’ per i bambini)
  • Il Buco del Piombo

Sentiti ringraziamenti per questa gita vanno a tutti i parenti che ci hanno accompagnato e allietato la giornata

Tutti in campeggio!


Se avete fatto sempre campeggio da quando eravate bambini questo articolo potreste (abbiamo detto potreste, ma non fatelo) saltarlo a piè pari.
Ma se, come era per noi, del campeggio conoscete solo l’aspetto selvaggio di chi è adulto e ha bisogno, alla fine, di poco, o se, peggio, non lo avete mai fatto, questo articolo potrebbe dare spunti interessanti.
La lista può non essere esaustiva (a seconda dei vostri gusti personali, necessità o età dei figli), ma ci pare un buon punto di partenza.
L’abbiamo stilata per il nostro primo campeggio, quando il Santo aveva 2 anni, la riorganizzeremo per le vacanze in roulotte con il Santo e la Teppa che inizieranno la prossima settimana.
Il campeggio, ora forse meno in voga di 1 o 2 generazioni fa, rihiede ovviamente spirito di adattamento, ma in cambio offre per gli adulti e i bambini una vacanza alternativa, divertente, avventurosa, oltre che economica.
Visto che (se ci state leggendo), probabilmente vi state approntando ad un campeggio con bimbi piccoli e in montagna, tenete conto che nel corso della vacanza potrebbe (ma che diciamo potrebbe? sicuramente, prima o poi accadrà) piovere (nel caso non accadesse, segnalateci dove e quando siete stati che prenotiamo anche noi il prossimo anno). Meglio investire su una tenda grande e di buona fattura (oppure fate come noi e fatevela prestare) e prenotate in un campeggio che offra degli spazi (ludoteca, piscina, ristorante) da poter utilizzare nei giorni di brutto tempo.

Vediamo ora di stilare una lista del minimo indispensabile per questo campeggio.
Occorre dirlo?
Andiamo sul sicuro.
Innanzi tutto occorre…la tenda.
Nel nostro caso abbiamo optato per una comodissima 6 posti (2 camere da letto più una zona giorno più la veranda) che anche per i più inesperti si lasciava montare e smontare in un’oretta di lavoro (che possono diventare 2 ore se avete i pargoli da accudire nel frattempo).

Fate assolutamente delle prove generali prima di partire per non scoprire con svariate centinaia di km sul groppone e con 1, 2 o 3 bimbi stanchi e capricciosi alle calcagna che il montaggio non vi è chiaro!

Ricordiamo anche che una volta terminata la vacanza e rientrati alla base, la tenda va comunque stesa al sole a fatta asciugare per prevenire muffe.

Assieme alla tenda munitevi di un telo impermeabile su cui poggiarla, per prevenire l’umidità in caso di pioggia (e non dimenticatevi, in campeggio, dopo averla montata, di costruirci delle canalette attorno, che andranno ricompattate al momento di lasciare la vostra piazzola).

Per dormire occorrono le stuoie, o, soluzione ancora più comoda, i materassini gonfiabili,e i sacchi a pelo (sconsigliamo le brande, inbombranti come bagaglio e scomode per il sonno).

Per cucinare servono:

  • un fornello con le bombole (noi ne abbiamo usato uno abbastanza piccolo, adatto a risotti e paste già pronte, cibi precotti e preparazione delle colazioni, niente cassoeula in campeggio)
  • 1 pentola
  • 1 teglia
  • 1 pentolino
  • piatti e posate di plastica,
  • il mestolo per gli spaghetti,
  • 1 cucchiaio di legno, 1 coltello da pane e 1 mestolo per brodo.
  • cavatappi
  • 2 bacinelle (il lavaggio dei piatti si effettua nelle aree apposite e sono indispensabili per il trasporto delle stoviglie)
  • canovacci
  • detersivo per piatti
  • 1 tanica per conservare l’acqua

La piccola dispensa dovrà ovviamente essere munita di cibi non deperibili : sale, olio, pepe, zucchero, caffè, paste a risotti a cottura rapida ad esempio . Per i cibi deperibili da comprare in loco suggeriamo piccole porzioni di alimenti che possano durare fuori dal frigo almeno 24 ore: frutta, verdura, pane, affettati confezionati, formaggi stagionati (il latte lo prendevamo a lunga conservazione consumandone una nuova confezione ad ogni colazione).

Per il tavolo, ce ne sono moltissimi che si chiudono comodamente a valigia per il viaggio e che ospitano 4 persone senza problemi.

Per la cura personale tenete conto che le docce saranno comuni, qui si proverà il vero amore per la vita avventurosa, ma se prenotate in un campeggio di categoria medio-alta vedrete che l’igiene è impeccabile. Portate con voi ovviamente accappatoi e prodotti per la doccia

Non dimenticate le mollette eil  filo per stendere.

L’attrezzatura personale è una parte più delicata, perchè molto dipende dal tipo di escursioni che siete soliti fare.

Per la sola vita in campeggio consigliamo :

  • ciabatte
  • biancheria intima
  • pantaloncini
  • tuta
  • felpe pesanti e leggere
  • giacca

E’  sempre una buona abitudine (ma la mamma gia’ lo sapra’) portarsi appresso anche dei medicinali (tachipirina, cerotti e disinfettante sono la base sine qua non)

Infine, visto che viaggiamo con dei bimbi e visto che potremmo doverli intrattenere a lungo in caso di cattivo tempo, non scordate dei libri illustrati adatti all’età (e portatene ovviamente anche per voi adulti), dei giochi in scatola o comunque “di concetto” e magari un bel pallone (nel nostro caso anche decine di gormiti)

Buona vacanza!!!

Lo zainetto porta bimbi


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Dedichiamo un articolo ad un accessorio che è in uso nella nostra famiglia ormai da quasi 5 anni: lo zainetto porta bambino.

Lo zainetto è uno strumento importantissimo per la riuscita di una gita, si intende nei primi anni di vita del bimbo….giusto, partiamo dall’età: lo zainetto va usato dai 6-7 mesi del bimbo, non assolutamente prima, bisogna che stia seduto autonomamente e con sicurezza (prima si usa eventualmente il marsupio) fino ai 2-3 anni al massimo (o fino a che la schiena di mamma e papà reggono).
Verso i 3 anni si può già cominciare a insegnare al bimbo a compiere brevi tragitti, e le gite di un certo impegno vanno rimandate o al limite si possono effettuare portando parzialmente il bimbo in spalla (o nello zainetto, appunto, se il peso del bambino è ancora inferiore ai kg per cui è garantita la sicurezza).
Dai 4-5 anni, lo zainetto potrà essere risposto in solaio, usato per un nuovo arrivato o regalato a qualche coppia di amici con prole.

Quali requisiti deve possedere per essere un buon prodotto?
Secondo la nostra esperienza le cose importanti da considerare prima dell’acquisto sono:

  • Il suo peso: spendete pure qualche euro in più a favore di uno zaino più leggero, la vostra schiena vi sarà eternamente grata, specie quando il pargolo sfiorerà i 15 kg
  • Il peso che può sostenere: sconsigliamo uno zainetto che porti meno di 15 kg, perchè non potreste usarlo nell’età critica (2-3 anni) in cui il bimbo non è ancora in grado di fare camminate di un certo rilievo (cioè, non sarebbe in grado senza sgattaiolare in tutte le direzioni inciampando su ogni sasso e radice come spesso i bimbi così piccoli fanno).
  • l’intelaiatura rigida: in modo che il bimbo non goda dell’effetto “insaccato”. Badate bene però che la parte in cui si siede il banbino sia bene imbottita. Tenete conto che non è raro che il bimbo si addormenti durante le’escursione quindi sarebbe ottimale anche se non ciondolasse durante il sonno.
  • la presenza di un cinturino di sicurezza per bloccarlo e fare in modo che la piccola anguilla non si lanci a peso morto sul sentiero dalla schiena di papà
  • La presenza di uno spazio dove poter riporre parte del bagaglio: specie nelle gite di un certo impegno può essere necessario poter portare parte del bagaglio, e anche in caso di una gita solitaria con uno solo adulto, si deve poter disporre di uno spazio capiente per pannolini, cambio completo, vettovaglie
  • Gli accessori: deve essere munito almeno di parasole e parapioggia per far fronte agli imprevisti che prima o poi capitano a chi fa gite in montagna. Noi abbiamo trovato estremamente comoda anche la presenza del piedistallo che permette di appoggiare a terra lo zainetto col bimbo dentro senza che questo si ribalti (beninteso, se il bimbo in questione non si mette a ballare il Boogie Woggie)
  • Cinghia dorsale e cinghia pettorale: anche l’adulto ha le sue esisgenze! Senza il trasporto del piccolo risulterebbe notevolmente più difficoltoso.
  • Cinghie laterali:  sono cinghie che permettono di regolare la posizione del bambino rispetto alla schiena e che quindi consentono di non avere il peso che ondeggia in tutte le direzioni (sia mai che durante il viaggio invece di appisolarsi riprenda a ballare il Boogie Woogie!)
  • Il resto lo lasciamo alla vostra necessità e fantasia: esistono zainetti porta bimbo munuti di accessori di dubbia necessità (porta cellulari, porta documenti porta-non-si-capisce-cosa), zainetti che si trasformano in passeggini alla bisogna grazie a ruote estraibili (sic! tornando indietro forse lo compreremmo, non è malvagia come idea) e ce ne sono di tutte le marche (a voi, ad esempio, stabilire se preferite una marca di prodotti per l’infanzia o una di prodotti per la montagna, noi abbiamo scelto la seconda opzione, comunque).

    Buona gita col vostro dolce e leggiadro frugoletto!

    Ma quanto è bella! (Capanna 2000, luglio 2009)


    Capanna 2000 Finalmente dopo un po’ di problemi tecnici che hanno reso la Mamma inabile nel mese di Giugno (quando è che una donna deve essere impossibilitata a muoversi per motivi di salute? A Novembre, mese notoriamente piovoso? No, certo che no! A Giugno, quando le gite familiari sono pressochè ideali) a Luglio abbiamo ricominciato a muoverci.
    Liberatici del Santo (che ci ha traditi per i nonni e il mare!), dopo aver asciugato le lacrime abbiamo deciso di sfruttare il fatto di avere solo la Teppa che sta ancora nello zainetto e ci siamo fiondati a Capanna 2000.
    Il dislivello infatti è di circa 900 m (da Plassa, 1169 m, a 2000 m per l’appunto) e risulta difficoltoso (anche se sempre fattibile, con la giusta calma) per un 5-enne.
    Da lì l’Orso ha poi proseguito per il Pizzo Arera, ma questa è un’altra storia che esula dagli scopi del blog.
    Fortuna ha voluto che Domenica scorsa ci fosse una gita sociale organizzata da una Pro Loco della zona, con una visita guidata del Sentiero dei Fiori .
    Se avete dei bimbi un po’ più grandi dei nostri e che dopo una mangiata di polenta e formaggio o polenta e cervo in rifugio se la sentono ancora di camminare, potete percorrere questo sentiero naturalistico che offre panorami e visione della flora locale interessantissimi.
    Dal rifugio si scorgono, oltre alla vista della valle sottostante, il Grem, il Piz di Menna, e ovviamente il Pizzo Arera. Oltre alla bella vista e al buon cibo, il rifugio ci ha entusiasmato per la presenza di una piccola ma ben fornita area giochi con sabbia, palette e ruspe, con cui la Teppa si è intrattenuto per svariate ore.
    E per noi questo particolare ha fatto la differenza nel tenore della gita!
    Noi abbiamo scelto di fare la gita in Luglio per motivi contingenti (l’Orso e la sua cima benedetta), ma il rifugio è aperto nei week end tutto l’anno (e tutti i giorni da metà Giugno a metà Settembre) quindi consigliamo, neve permettendo, di fare la salita in un mese più fresco, dato che la strada bianca,
    e il sentiero il cresta, entrambi comodamente percorribili, non offrono mai la consolazione di un po’ d’ombra.
    A metà strada tra Plassa e Capanna 2000 è pur presente un altro rifugio (S.A.B.A) su cui facevamo conto come appoggio, ma a detta dei gestori che vi abbiamo trovato non offre vitto agli escursionisti.
    Per arrivare al punto di partenza (Plassa) consigliamo di lasciare l’A4 a Bergamo, proseguendo poi per statale della Val Brembana, deviando sulla destra dopo Zogno e imboccando la Val Serina fino a Zamba, e da qui prendere a sinistra la strada per Plassa. Al rientro invece, è preferibile percorrere la statale della Val Seriana per motivi di traffico.
    Buona gita!

    God bless you! Allergie da polline e montagna


    Abbiamo amici di gioventù (non troppo lontana, almeno per il momento) che hanno espatriato finendo a vivere nei deserti arabi dei beduini per sfuggire alle proprie allergie respiratorie.
    Magari stiamo esagerando un po’ ma il senso rimane drammaticamente lo stesso: quando si soffre di allergia da polline si farebbe qualsiasi cosa per poter far scomparire i suoi fastidiosi sintomi (lacrimazione, gonfiore degli occhi, rinite, difficoltà respiratorie, sonno disturbato).
    Figuriamoci quando questo problema affligge un bambino, dotato di minore pazienza e meno capace di capire.
    Oltre ad attendere la fine della stagione “clou” cosa possiamo fare?
    Un’idea potrebbe essere organizzare le vacanze e le gite in modo tale da trascorrere piacevoli giornate lontano dai fastidiosi pollini.
    Utilizzando un valido link per individuare il calendario pollineo in Italia vediamo che le alpi diventano una zona franca dai pollini,rispetto alla pianura padana, per chi soffre di allergie a pollini di cupressacee in luglio,di urticacee in ottobre, di graminacee in gennaio, febbraio, novembre, dicembre, di oleacee in luglio.
    Tra le gite che abbiamo fatto noi personalmente, in quota e con assenza di boschi che possono essere adatte sono l’andata al rifugio Grand Tournalent, all’Alpe Larecchio o al rifugio Cai Borgomanero.
    Alcune hanno un beneficio netto dovuto alla quota superiore ai 2000 m, altre beneficiano dell’assenza di alberi d’alto fusto per ampie zone.

    Navigando alla ricerca di informazioni a riguardo della (s)correlazione tra montagna e allergie abbiamo anche individuato un link che ci sembra interessante: si tratta di una valle, in Tirolo, dove per una serie di concause naturali la presenza dei pollini è notevolmente ridotta mitigando ancora di più i sintomi delle allergie.

    Non bisogna dimenticare i fattori indiretti che diminuiscono i sintomi allergici: in montagna il miglioramento delle allergie che danno problemi respiratori è dovuto anche all’assenza di smog e di acari. Inoltre l’attività fisica che vi si svolge migliora lo stato dell’apparato respiratorio.

    Buone vacanze, sperando che i sonni siano finalmente sereni

    Il traffico stradale tra Milano e le montagne


    Chi si è trovato in coda con dei bambini almeno una volta sa di cosa stiamo parlando. Un ingorgo stradale, una coda, una serie di semafori (la Valassina monzese!!!) che producono uno scorrimento a singhiozzo sono l’incubo per chi trasporta bambini molto piccoli (e magari con carattere impaziente, o bisognosi di frequenti poppate).
    Doveroso quindi una raccolta delle nostre impressioni e consigli per chi dovesse scegliere un itinerario da Milano ai monti.
    Per quanto ci riguarda, anche se prima di avere figli un tale canone per la scelta delle gite ci sarebbe sembrato folle, nelle gite familiari la scorrevolezza della strada è un fattore importante, a volte determinante, nella scelta della destinazione.
    Se si vuole godere di una giornata serena, positiva e che avvicini i figli alla natura e alla montagna non si può chiedere loro di trascorrere anche un’intero pomeriggio o serata a passo d’uomo in coda con l’orda turistica.
    Nell’elenco che segue, dove parliamo di ingorghi se non altrimenti specificato parliamo sempre di traffico da rientro (il peggiore)

    La strada che da Milano porta in Val Seriana, in provincia di Bergamo (da dove partono per citarne alcune le escursioni per la Presolana, il rifugio Curò, il rifugio Coca, il rifugio Barbellino, l’alpe Corte al pizzo Arera), da quando è stata ultimata la nuova strada a scorrimento veloce che dall’uscita dell’A4 di Seriate porta a Gazzaniga il traffico è divenuto scorrevole.

    Al contrario la provinciale 470 che percorre la Val Brembana (uscendo dalla A4, sconsigliamo di prenderla da Dalmine, meglio uscire a Bergamo e passare per la circonvallazione Est, Petosino, Villa D’Almè da dove ci si inoltra in Val Brembana) versa in uno stato disastroso dal punto di vista degli ingorghi. Sia in prossimità della A4, sia nel tratto Zogno-San Pellegrino, ma, spesso, le code si ripercuotono nell’ora dei rientri lungo tutto il tratto.

    La Valassina, che si percorre per le escursioni nel lecchese e in Valtellina, al rientro presenta ingorghi a Tirano e Morbegno. La superstrada che costeggia il lago generalmente invece è scorrevole. Sono presenti rallentamenti durante l’attraversamento di Lecco. Da Lecco a Milano il traffico infine è lento ma scorrevole. Il periodo peggiore per percorrere l’ultimo tratto da Lecco è quello autunnale.

    Se continuiamo a spostare il nostro sguardo verso l’Ovest la situazione migliora ancora.
    La Val Grande, la Val d’Ossola, la Val Formazza, la Val Vigezzo, le zone del Sempione, la Valle Antrona, la Valle Anzasca, sono comodamente raggiungibili in autostrada (A9), ci sono solo sporadici ingorghi all’altezza di Castelletto Ticino e Gallarate. Nella fase di rientro all’altezzad i Arona si può deviare prendendo l’autostrada per Genova rientrando nell’A4 verso Milano a Biandrate. Volendo invece proseguire per Milano restando in A9, si possono evitare le code a Gallarate uscendo a Vergiate e attraversato Somma Lombardo prendere la superstrada per la Malpensa in direzione Magenta.

    La statale 299 della Valsesia non ci ha mai (finora) deluso, presenta qualche sporadico rallentamento tra Varallo e Romagnano, ma non è mai stata problematica.

    La provinciale 142 biellese (SP 142) che permette di raggiungere la Valle del Cervo, Oropa e tutta la zona del Biellese, è sempre scorrevole. Consigliamo l’uscita di Balocco, proseguendo per Buronzo, Castelletto Cervo e il passante Biellese.

    l’A5 per la Valle d’Aosta è anch’essa sempre scorrevole, rari sono i rallentamenti tra Quincinetto e Ivrea nelle domeniche estive più soggette all’orda turistica.