Monte Zovo, Agosto 2004


Agosto 2004. Lunghissime vacanze estive (almeno per la Mamma e il Buono, grazie al congedo di maternità).

Avendo ormai capitolato su molti fronti rispetto al nostro concetto di montagna vissuta con stile “duro e puro”, parsimonioso e selvatico (per non dire wild) abbiamo preso in affitto un appartamento per tutto il mese di agosto ad Auronzo, tramite indirizzi forniti dall’APT locale.

Tralasciamo di decantare gli innumerevoli “lungo lago” effettuati nella ridente cittadina, che ci porterebbero troppo lontani dalle tematiche che si prefigge di toccare questo blog.

Diciamo solo che ad un certo punto di queste lunghe e monotone vacanze l’Orso, giocando al meglio le sue doti dialettiche, convince la Mamma a tentare una gita in bosco con annessi marsupio/biberon/ciuccio/cambio di pannolini/salviette/acqua e l’immancabile “giochino perche’ non si annoi”.

E’ in questa prima gita che ci riproponiamo solennemente di stilare al più presto una lista di materiale “da bambino” da portare sempre con noi e che produrrà, ben 5 anni dopo, il vademecum che si trova in questo blog e che Mamma si ostina a seguire tutt’oggi poco e male.

Ma torniamo alla prima gita del Buono. Decidiamo di conquistare la vetta del monte Zovo (1390 m)

Risaliamo in auto la Val Visdende e girando a sinistra imbocchiamo la stradina che porta al rifugio Forcella Zovo, aperto in estate.

Da li percorriamo a piedi una stradina ombreggiata in bosco, abbastanza lunga, che arriva ad un costone che con qualche serpentina porta alla cima del monte Zovo.

Qui si trova un bel terreno pianeggiante, tavolini per picnic e la vista sulla Val Comelico.

Il Buono si gode soddisfatto la sua prima cima conquistata in maniera fin troppo facile, la Mamma ha i lucciconi agli occhi perchè per la prima volta il pupo (che ha ben 3 mesi e 1 settimana di vita) ha voluto avere il viso rivolto al paesaggio e non verso i (puzzolenti, si presume, dopo la salita) pettorali di papà. L’Orso infine sente di aver finalmente infranto un tabù portando i 2 riottosi familiari lontani almeno qualche decina di minuti dall’ultimo insediamento umano, e che ci sono ancora chances di rimettere in carreggiata la Famiglia.

monte zovo_2

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