Archivi categoria: Valsesia e dintorni

Val Sorba, Alpe Toso (giugno 2009)


 MaM_e_AlpeToso 011 Una notte in bivacco è sicuramente un’esperienza indimenticabile per un bambino, e visto che quest’anno il Santo e la Teppa paiono godere di ottima salute (ce la tiriamo?) abbiamo deciso di osare.

La meta l’ha decisa l’Orso, dopo aver valutato condizioni meteo (prevista pioggia, in realtà il primo giorno era nuvoloso, il secondo il sole spaccava le pietre), stato fisico dei partecipanti, ma soprattutto la presenza di una cima vicina che lui potesse raggiungere “in poche decine di minuti” (che poi sono diventate 2 cime in 4 ore).

MaM_e_AlpeToso 016L’Alpe Toso è un bivacco ricavato da una casera, mantenuto dal C.A.I di Varallo e dotato di 16 comodi posti letto con coperte (ma assolutamente consigliato per i bambini l’uso di sacco a pelo imbottito), pentolame, stufa in ghisa e focolare. L’ambiente è spartano ma sufficiente a garantire un soggiorno adeguato anche a bambini molto piccoli (2 e 5 anni, nel nostro caso).

MaM_e_AlpeToso 019Descriviamo ora brevemente l’itinerario: uscendo dalla A26 a Romagnano Sesia si imbocca la statale 299 (meglio nota come la statale Valsesia) in direzione Alagna-Valsesia fino a Failungo, dove si devia per Rassa. Da questo meraviglioso villaggio Walser parte il sentiero 51 che dopo 700 m di dislivello e toccando alcune casere adibite ad uso privato o diroccato (a parte il ristorante Heidi a 15’ da Rassa), si giunge all’Alpe Toso, a quota 1639 m.

Il tempo di percorrenza previsto da Rassa è di 2 ore, nel nostro caso è diventato di ben 5 ore a causa, in primis, della presenza del primogenito che ha ancora un piccolo passo, della mamma subissata dallo zaino simil borsa-di-mary-poppins per l’attrezzatura dei bambini, ma infine soprattutto dalla presenza di molta neve da slavina, non ancora sciolta, che ha reso la salita tecnicamente difficoltosa e da svolgersi con cautela.

MaM_e_AlpeToso 014 MaM_e_AlpeToso 015

La serata davanti al fuoco si è svolta tranquillamente, per cena abbiamo utilizzato 2 buste di riso pronto in 1 minuto (ai “nostri” tempi non eistevano simili diavolerie, utilissime coi bambini appresso e non!). Sarebbe stato bello far vedere ai bimbi, almeno al Santo, la volta stellata, ma il sonno ci ha colto troppo presto. Il secondo giorno la Mamma e i bimbi hanno esplorato i dintorni del bivacco, resi paludosi a tratti per il disgelo ma praticabili in più punti offrendo perigliose arrampicate “del K2, del K1 e del Neverest” come dice il Santo, e permettendo alla Teppa di scaricare tutte le energie nascoste e riconducendolo ad una mansuetudine che non gli è propria.

Il bivacco, pur con le temperature ancora “frizzanti” della sera e della notte e pur nell’impegno non banale dell’itinerario è senza ombra di dubbio una meta adatta a bambini anche molto piccoli, che vi sorprenderanno per la loro capacità di adattamento e spirito di avventura.

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Rifugio Vallè, che se non era bruciato era meglio


100_1312 Forti dei successi ottenuti sulle Grigne, decidiamo in un giorno di tempo metereologico incerto di recarci al rifugio Vallè, in Val Sermenza. Pur avendo portato con noi il perfetto bagaglio da “temperature rigide” (a parte i guanti che però come tutti sanno possono essere sostituiti con un paio di calzettoni) il nostro vero punto di forza sono le vivande calde che contiamo di somministrare al Buono una volta raggiunto il rifugio.

Usciti dalla A-26 a Romagnano Sesia, percorrendo la statale 299 si risale la Val Sesia fino ad imboccare la Val Sermenza raggiungendo lo splendido villaggio Walser di Rima (prima o poi apriremo un post sui villaggi Walser e su quanto la loro origine affascini e incoraggi ad amare la montagna al nostro primogenito).

Da Rima parte un agevole sentiero ben segnato (segnavia 91) fino a raggiungere un bivio dove si abbandona il sentiero 91 preferendo a destra il segnavia 91a che raggiunge le baite dell’Alpe Vallé (1746 m ).
Da qui si prosegue per terreno aprto lungo un comodo, anche se a tratti ripido, sentiero fino al rifugio Vallé.

Ovvio. Se non è bruciato.

Il nostro sconcerto davanti ai ruderi diroccati del rifugio con i nuvoloni che avanzavano, il vento sostenuto che sferzava il Buono e solo qualche tozzo di pane e svariati pezzi di Parmigiano a nostra disposizione sono stati frustranti. Abbiamo battuto in ritirata assai velocemente raggiungendo la civiltà e una temperatura più mite nel giro di poche decine di minuti. Ciò che ci ha infastidito non è che il rifugio fosse bruciato (un fattore non di certo dipendente dal CAI responsabile) ma che questo non fosse segnalato all’imboccatura del sentiero a Rima.

Comunque, ad oggi il rifugio è stato ricostruito, e merita di essere raggiunto, magari in un giorno di sole stavolta.

Dati tecnici:
Quota: 2175 m
Dislivello: 763 m
Ubicazione: Rima
Gruppo: Val Sermenza
Telefono rifugio: 328-4424913
Periodo di apertura:estate e nei week end