Il Monte Orsa, Il Buono e Il Falco (maggio 2004)


Finalmente Ruggero e’ nato, l’8 maggio del 2004.

Dopo mesi di inattività forzata (ma non sarà stata una scusa?) Mamma può rimettersi in marcia e ritornare a percorrere gli impervi sentieri alpini. l’Orso non sta nella pelle.

Così, il 30 maggio 2004, alle 8 del mattino siamo in auto, il Buono ha già fatto la sua santa poppata, manca solo di assicurare la navetta al sedile posteriore. Solo. Istruzioni in mano, due adulti contro una navetta, la sconfitta non è contemplata.

Alle 9.35 Mamma fa in tempo a dare la seconda poppata al Buono, pochi minuti prima che la navetta sia montata. Chi avrà mai progettato una diavoleria del genere? Essendo poi degli strumenti per garantire l’incolumità dei bambini in auto dovrebbero farli a prova di stupido, figuriamoci di due menti geniali come le nostre.

Finalmente alle 10 partiamo alla volta del Monte Orsa, nel Varesotto, giusto una gità tranquilla per saggiare le capacità del pupo. La giornata è soleggiata, il traffico sostenuto ma non preoccupante. Usciamo al casello Varese-Gazzada, passiamo per Viggiù e proseguiamo in auto per la strada asfaltata fino alla fine della stessa.

L’idea (folgorante) che ci è venuta è di percorrere la strada non carrozzabile con la carrozzina (notate la contraddizione in termini) per raggiungere poi, con l’ausilio di una sdraietta in cui contenere il pargolo, la sommità del Monte Orsa e visitare le fortificazioni militari della Grande Guerra che vi si trovano in cima. Riusciamo perfino a goderci la vista di Lugano.

L’Orso riesce anche a visitare la palestra di roccia che si trova in prossimità.

Solo una leggera inquietudine ci assale, mentre discendiamo verso l’auto attraversando il bosco con il Buono in sdraietta che dorme beato (dopo tre poppate e due cambi vorremmo ben vedere…). Non è che questi 5 kili di morbidezza sarebbero un’ottima preda per un falco o un’aquila? Cosa arresterebbe i terribili rapaci dallo scendere per ghermirci il nostro bene più prezioso, se restasse qualche minuto incustodito?

La verità è che fa tenerezza vedere il fagottino, fino a 3 settimane prima protetto in pancia di Mamma, immerso nel bosco. Dobbiamo solo convincerci dell’idea che sia un coriaceo e navigato montanaro come noi

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