Alpe Curgei


Le belle parole per descrivere la Val Grande ormai si sprecano nel nostro blog (e visti i nostri progetti futuri si sprecheranno ancora) quindi cercheremo di contenerci per non sembrare stucchevoli.

Ma e’  doveroso riportare che anche questo bivacco e’ un paradiso per adulti e bambini, e che ringraziamo l’Ente Parco della Val Grande per aver approntato, e mantenere, questi ricoveri che chiamare bivacchi e’ addirittura riduttivo (ma a tutti gli effetti lo sono, ovviamente).

L’Alpe Curgei e’ raggiungibile in modo agevole da Miazzina (1 ora di cammino di itinerario turistico, ma non fate l’errore della Mamma che l’ha voluto tentare in aprile, affogando i 2 minorenni nella neve) sia da Cicogna, con 3 ore di un piu’ impegnativo itinerario turistico.

Segnaliamo che pur essendo l’itinerario turistico per un adulto, noi abbiamo preferito legare il piccolo 3-enne giusto per non doverlo recuperare in caso di scivolata lungo i pendii erbosi (e’ ancora una testa calda…)

Descriviamo brevemente l’itinerario da Miazzina : al centro del paese, in corrispondenza di una biforcazione della strada principale, prendere la strada in salita che continua stretta ma agevole per qualche kilometro fino a Cappella Fina (ampio parcheggio),  da dove bivacco e’ gia’ indicato.

Noi abbiamo le solite attenuanti della Teppa (di 3 anni) che sta muovendo ora i primi passi (alpinisticamente parlando), il Buono (6 anni) che aveva fatto il vaccino e la solita Mamma in pieni disturbi gravidici, quindi abbiamo ovviamente optato per l’itinerario piu’ agevole, comunque panoramico con ampia vista sul Lago Maggiore e sulle Prealpi Varesine, ma all’arrivo abbiamo trovato ad attenderci una simpatica (e lo era davvero) famigliola tedesca con al seguito 2 bambini di 4 e 7 anni in arrivo freschi freschi da Cicogna (e non sembravano neppure cosi’ stanchi).

Complimenti a questi bimbi!E’ una buona camminata anche per un adulto.

Il bivacco e’ fornito di bagno (sic!) senza per ora acqua di scarico, una cucina con stufa a legna e parecchi utensili e vettovaglie per le emergenze, una zona notte con parecchie coperte, cuscini e 3 brandine.

All’esterno di trovano la fontana e delle comode tavole con panche dove godersi cena e colazione ammirando la sfilata dei Corni del Nibbio, con l’immensita’ di tutte le cime del Rosa, della Jazzi, dello Strahlhorn e del Mischabel.

In questo post indichiamo  anche delle fonti da cui traiamo ispirazione per le nostre escursioni:

Il libro  Val Grande, escursioni storia natura che approfondisce la storia di quella porzione della Val Grande prima di descrivere ogni itinerario di Paolo Crosa Lenz , ed. Grossi-Domodossola (ISBN 88-85407-43-9)

Il sito ufficiale del Parco http://www.parcovalgrande.it/ (che noi in genere contattiamo anche solo per assicurarci dello stato del bivacco, prima di portarci i bimbi)

Come curiosita’ segnaliamo anche il sito tedesco: http://www.piemont-trekking.de/ di tale Tim Shaw, che a giudicare dai libri di bivacco che stiamo sfogliando conosce ogni angolo della Val Grande, visto che come spiega nel suo blog ha deciso anche di trasferirsivici.

Inutile, occorre ritornare ad essere stucchevoli, quando si comincia a conoscere la Val Grande e’ impossibile non innamorarsene, e leggere la profusione di blog, siti, libri che ne descrivono gli itinerari e che cercano di trasmetterne la struggente bellezza ci fa rendere contro che non siamo che un blog tra i tanti a lei dedicati, ma ovviamente non ci pesa affatto.

Ancora…Buona gita!

Rifugio Piazza (767 m)


Questa escursione segna una nuova era nella famiglia di Mamma e l’Orso. Non paghi di questa vita fatta di pane, montagne e pannolini sporchi, i 2 temerari hanno deciso di allargare ulteriormente la famiglia.

Ecco quindi che il blog per un breve ma intenso periodo potra’ assurgere al titolo di “Blog di escursioni adatte a  donne incinte”.

Se aggiungiamo che ormai il secondogenito 3-enne pesa come un vitellino di media levatura e quindi viene portato al pascolo (spesso legato vista la sua vivacita’) e non piu’ nello zainetto porta bimbi, possiamo tranquillamente dire: “di meno, nin zo” (sottotitolo: se ce l’abbiamo fatta noi ce la puo’ fare chiunque)

Passiamo alla descrizione della gita

Arrivati a Lecco seguire la vecchia strada per la Valsassina, in corrispondenza di un tornante verso destra  (localita’ Malavedo 370 m circa) imboccare verso sinistra via Quarto e parcheggiare nell’ampio piazzale . Salire a monte una ripidissima strada asfaltata (il rifugio viene segnalato) che poi diventa sterrata e procedere lungamente in piano a lato delle reti paramassi. Dopo questo tratto il sentiero, che diventa gradinato,  sale nettamente nel bosco giungendo alla cappelletta della Madonna del Carmine (746 m) da cui si puo’ ammirare un bel panorama su Lecco e il lago.

Procedere in lieve salita verso nord ovest e arrivati ad un bivio tenere la sinistra e in breve discesa arrivare tranquillamente al rifugio.

Noi abbiamo preferito legare il piccolo 3-enne e tenere d’occhio il 6-enne perche’ una buona parte del sentiero e’ ben esposta sopra il lago.

Dal rifugio Piazza in 2 ore e’ possibile raggiungere il Pian dei Resinelli

Il dislivello complessivo e’ di 400 m circa.

Il rifugio e’ gestito dagli Alpini del Gruppo Medale di Rancio della Sezione A.N.A. di Lecco

Di foto siamo sprovvisti perche’ la Mamma ha riformattato il pc prima di salvarle (no comment!).

Buona gita!

Capanna Mara da San Salvatore (Erba)


Riprendiamo dopo interminabili mesi di pausa il blog.

La brutta stagione ci aveva un po’ abbattuti, sembrano, anzi sono, molto lontani i tempi in cui se c’era sole si faceva montagna e se tirava vento o pioggia o nebbia si faceva montagna, solo più tranquillamente, per non perdere l’allenamento.

Ora non solo se piove o tira vento si teme per le bronchiti-otiti-laringiti della prole (e non dite  che la montagna le previene, che ogni volta che noi si rischia col tempo incerto o i bimbi malaticci torniamo beccandoci una settimana di antibiotico), ma si mettono in mezzo matrimoni, ritrovi familiari e impegni di lavoro.

Torniamo alla gita odierna.

Dopo aver esplorato i dintorni di Erba abbiamo individuato un po’ di itinerari piacevoli, vi illustriamo quello fatto ieri.

La parte più difficile in realtà è trovare la località di partenza.

Per questo, visto che l’idea di scrivere passo passo tutti nomi delle vie per raggiungerla ci atterisce e nessuno di noi 2 vuole  immolarsi nel  farlo, vi stampiamo direttamente la strada segnalata da google map.

Il parcheggio piu’ comodo e’ nei pressi di un ristorante (di cui non siamo ancora riusciti a capire gli orari di apertura) in via Minoretti (sempre nel comune di Erba). Da qui potete proseguire lungo la stessa via seguendo una comoda mulattiera che si ricongiunge con la carrozzabile poche decine di metri prima dell’eremo di San Salvatore.

Da San Salvatore la Capanna Mara dista circa un’ora e mezza di cammino (tempo di percorrenza con Santo di 6 anni in buona giornata, Teppa di 3 anni nello zainetto). Il dislivello e’ quasi 800 m, quindi munitevi di pazienza e snack di ristoro per i piccolini.

La Capanna Mara (affollatissima) risulta molto ospitale e ben tenuta, circondata da bei prati dove si puo’ addirittura fare la pennichella (noi, giuro, non l’abbiamo fatta) ma soprattutto sulla dorsale tra il monte Bolettone e la Punta dell’Asino, poche decine di metri sopra il rifugio, si gode della vista del lago di Como.

Se volete potete comodamente raggiungere anche la Punta dell’Asino, nella vaga speranza di vedere l’altro braccio del lago, ma verrete disillusi.

Un altro itinerario interessante che ci riproponiamo di fare e’ l’escursione al rifugio Riella da Capanna Mara (50 minuti circa).

Segnaliamo infine che partendo dal parcheggio (basta scendere di una cinquantina di metri per trovare le indicazioni) si possono effettuare alcune brevi escursioni interessanti:

  • La Scala di Legno, lunga 25 m circa, da farsi esclusivamente se muniti di attrezzatura da ferrata, se accompagnati da bambini o da incapaci come La Mamma
  • La Scala di Ferro (questa non l’abbiamo ancora fatta, non possiamo garantire sull’effettiva diffcolta’ per i bambini)
  • Il Buco del Piombo

Sentiti ringraziamenti per questa gita vanno a tutti i parenti che ci hanno accompagnato e allietato la giornata

Bivacco Scaredi, nel cuore del wilderness italiano della Val Grande


bivacco_scaredi 026 Il Parco Nazionale della Val Grande, perla incastonata tra Lago Maggiore e Val d’Ossola, è l’area wilderness più grande d’Europa.

Le possibilità di gite, coi bimbi e non, sono infinite.

Vi consigliamo, se ancora non lo conoscete ma avete la possibilità logistica di poterlo visitare, di esplorarlo (con le dovute cautele spiegate ampiamente sul sito ufficiale )

Visto che il meteo ci ha favorito lo scorso fine settimana  regalandoci un sabato nebbioso e una domenica soleggiata, abbiamo deciso di far provare alla truppa una seconda volta l’ebrezza di una notte in bivacco.

Il Bivacco Alpe Scaredi presenta tutte le caratteristiche per un comodo pernottamento anche per i piccoli camminatori:

  • l’accesso (partendo da Malesco, in Val Loana , laterale della Val Vigezzo) è abbastanza semplice. Il dislivello è solo di 600 m, che si superano percorrendo per la maggior parte del tragitto un sentiero gradinato con lastroni relativamente agevole
  • Il bivacco è ben tenuto, una stufa in ghisa garantisce calore e la possibilità di cucinare (noi abbiamo preparato una “polenta oncia” con i preparati per polenta rapida, con ottimi risultati…sarà stata anche la fame)
  • Il tavolato che soppalca il bivacco permette di dormire al caldo e all’asciutto.
  • E’ provvisto di acqua
  • Il paesaggio che lo circonda è eccezionale (ad esempio il calare della luna sul Monte Rosa..)

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Bisogna anzi considerare la possibilità di trovarlo pieno di gitanti (noi abbiamo trovato altri 8 gitanti, per altro simpatici e che hanno reso la serata “unica”, e la capienza massima è di 16 posti), e non è affatto detto , del resto nessuna regola di un fantomatico galateo alpino lo prescrive, che qualcuno si adatti a dormire nell’adiacente stallone per fare posto alla vostra prole. Quindi consigliamo di recarsi al bivacco nel primo pomeriggio in modo da “prenotare” il posto.

Il secondo giorno, se i piccoli se la sentono, è possibile salire un delle cime che circondano il bivacco (ad esempio Cimone dello Straolgio e la Cima della Laurasca) da cui si possono ammirare le Alpi Svizzere e l’intera catena del Rosa, o visitare l’Alpe Straolgio a solo un’ora di distanza (consigliamo di legare i camminatori più piccoli vista l’esposizione del sentiero su declivi erbosi piuttosto scoscesi)

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Per noi è stata un’esperienza eccezionale, questa gita.

La Teppa (di 2 anni e poco più)  è salita con le sue sole forze per buona parte del percorso (visto che la Mamma comincia a trovarlo un tantino troppo “di peso specifico compatto” e il papà stava già portando ristoro, attrezzatura e vestiario per tutta la famiglia).

I 2 scatenati (la Teppa e il Buono) si sono divertiti alla grande durante la serata con gli altri escursionisti (e la Mamma e l’Orso pure, visto il vino a profusione che girava, rigorosamente lontano dalla vista dei pargoli si intende).

Il meteo ci ha favoriti,e nonostante il freddo notturno, si è dormito fuori dai sacco a pelo dal caldo grazie all’ottima tenuta del bivacco.

In poche parole: consigliatissimo dalla nostra famiglia. Buon gita!

Speleoterapia, ai confini della (fanta)scienza


Lungi da noi esprimere, con un titolo più ironico che sarcastico, pareri medici sulla bontà della speleoterapia.

Non siamo medici ma abbiamo sufficiente cultura sa sapere che non si sparano opinioni senza conoscere, quindi presenteremo semplicemente questo tipo di cura come una possibilità,per chi è affetto da riniti cronische, febbre da fieno, allergie respiratorie e asma, di alleviare i propri sintomi.

Innanzi tutto, la speleoterapia è una branca dell’antroterapia , caratterizzata da ambienti in questo caso freddi.

Infatti al contrario dell’utilizzo delle grotte termali calde e umide, che si perde nella notte dei tempi (ne facevano uso già i Romani), la speleoterapia conta poche decine di anni di esperienze (fu scoperta durante la seconda guerra mondiale) e solo per questo ci “permettiamo” di presentarla con un tono più dubitativo, seppur non scettico.

Il principio base della speleoterapia (che abbiamo scoperto essere presente da poco in un unico centro italiano, la miniera di Predoi in Valle Aurina, ma che è maggiormente conosciuto in Germania, Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia) è che l’aria purissima all’interno di caverne naturali o miniere, unita all’alto tasso di umidità e alla bassa temperatura, favoriscono la decongestione dei bronchi alleviando, se non facendo sparire, i sintomi delle affezioni respiratorie di cui abbiamo parlato all’inizio.

Le brochures di cui la Mamma ha preso possesso a Predoi riportano sia commenti entusiastici dei medici che la consigliano, sia il resoconto di numerose persone che ne hanno tratto beneficio. Vengono consigliate sedute brevi (1 o 2 ore) per un ciclo di 2 settimane, massimo 20 giorni, durante il quale si eseguono esercizi respiratori e si rimane comodamente sdraiati (dentro un sacco a pelo) respirando “l’aria buona”, assistiti sempre da un’infermiera.

Al termine di questi cicli, i pazienti (delle brochures) descrivono guarigioni parziali, complete e comunque un generale beneficio.

I benefici immediati della terapia sono sicuramente comprensibili ed effettivi, viste le caratteristiche dell’ambiente dove si soggiorna. I benefici a lungo termine non sono altrettanto velocemente verificabili, ma il tempo (e gli studi con relative pubblicazioni da parte di persone più competenti di noi) chiariranno anche questo aspetto (rimane degno di nota che all’estero sia comunque praticato già da molti anni).

In ogni caso, vi consigliamo una visita alle miniere di Predoi, particolarmente adatta ai bambini che si divertiranno un mondo!

Malga Cavallo, 2164 m (Dolomiti di Braies, Alto-Adige)


estate_2009 006 I progetti vacanzieri della truppa erano partiti nel migliore dei modi: 3 settimane in montagna dovevano sortire almeno una decina di gite a misura dei nostri figli!

Purtroppo come spesso accade quando si hanno aspettative troppo alte ci disillude molto presto.

Ma bando alla filosofia: diciamo solo che qualche gita non era sicuramente a portata famigliare (ma il Santo, ormai munito di imbrago e caschetto, non teme nè cengie, nè ferrate nè arrampicate), qualche altra escursione si arenava in un campo di mirtilli (non che i piccoli si lamentassero, questo no…), un paio di casere (magari prive di acqua)non le consiglieremmo neanche al nostro peggior nemico (ma solo perchè ci andrebbero di mezzo i suoi figli), e tolto tutto ciò rimangono 2, forse 3, gite degne di questo blog.

Pazienza, ce le faremo bastare.

Malga Cavallo sicuramente merita di essere visitata, sia per la bellezza della gita (ritagliatevi un pò di tempo per visitare il lago di Braies,mi raccomando), sia per come è gestita la Malga stessa.

Per raggiungere la Valle di Braies seguite la Statale 49 (che collega Bressanone con Dobbiaco) lungo la Val Pusteria abbandonandola dopo Monguelfo (se arrivate da Bressanone) o Villabassa (se arrivate da Dobbiaco) per immettervi appunto nella Valle di Braies. La località di partenza (Ponticello) non è lungo la strada che porta al lago, bisogna imboccare poco prima un bivio sulla sinistra.

A Ponticello si abbandona l’auto (suvvia…la si parcheggia magari) e ci si incammina su una comoda strada forestale, che ben presto si impenna salendo velocemente verso la Forcella di Muta dove si trova la meta. La salita è considerevole (800 m di dislivello circa) ma su strada più che facile (e ricca, ai lati, di lamponi) e richiede un paio di ore scarse anche per i più pigri.

L’arrivo alla malga ripaga notevolmente lo sforzo: la varietà dei giochi a disposizione per i bambini (eppure siamo abituati a questa caratteristica altoatesina) ci lascia piacevolmente sorpresi (una casetta di legno, sabbia e badili e ruspe, uno scivolo e niente meno che un tappeto elastico). Gli animali che scorazzano in libertà (galline, tacchini, gatti e cani) completano il quadro bucolico.

Inutile dire che il cibo servito è squisito.

La malga è raggiungibile anche da Prato Piazza (uno di quelli assurdi rifugi-alberghi raggiungibili dalle automobili e pertanto affollato, caotico e costoso ma che merita, indegnamente, per la vista che offre sulla Croda Rossa), ma la traversata per raggiungerla è lunga e risulta sicuramente più ostica per i piccoli escursionisti.

Buona gita alla splendida Malga Cavallo!

Tutti in campeggio!


Se avete fatto sempre campeggio da quando eravate bambini questo articolo potreste (abbiamo detto potreste, ma non fatelo) saltarlo a piè pari.
Ma se, come era per noi, del campeggio conoscete solo l’aspetto selvaggio di chi è adulto e ha bisogno, alla fine, di poco, o se, peggio, non lo avete mai fatto, questo articolo potrebbe dare spunti interessanti.
La lista può non essere esaustiva (a seconda dei vostri gusti personali, necessità o età dei figli), ma ci pare un buon punto di partenza.
L’abbiamo stilata per il nostro primo campeggio, quando il Santo aveva 2 anni, la riorganizzeremo per le vacanze in roulotte con il Santo e la Teppa che inizieranno la prossima settimana.
Il campeggio, ora forse meno in voga di 1 o 2 generazioni fa, rihiede ovviamente spirito di adattamento, ma in cambio offre per gli adulti e i bambini una vacanza alternativa, divertente, avventurosa, oltre che economica.
Visto che (se ci state leggendo), probabilmente vi state approntando ad un campeggio con bimbi piccoli e in montagna, tenete conto che nel corso della vacanza potrebbe (ma che diciamo potrebbe? sicuramente, prima o poi accadrà) piovere (nel caso non accadesse, segnalateci dove e quando siete stati che prenotiamo anche noi il prossimo anno). Meglio investire su una tenda grande e di buona fattura (oppure fate come noi e fatevela prestare) e prenotate in un campeggio che offra degli spazi (ludoteca, piscina, ristorante) da poter utilizzare nei giorni di brutto tempo.

Vediamo ora di stilare una lista del minimo indispensabile per questo campeggio.
Occorre dirlo?
Andiamo sul sicuro.
Innanzi tutto occorre…la tenda.
Nel nostro caso abbiamo optato per una comodissima 6 posti (2 camere da letto più una zona giorno più la veranda) che anche per i più inesperti si lasciava montare e smontare in un’oretta di lavoro (che possono diventare 2 ore se avete i pargoli da accudire nel frattempo).

Fate assolutamente delle prove generali prima di partire per non scoprire con svariate centinaia di km sul groppone e con 1, 2 o 3 bimbi stanchi e capricciosi alle calcagna che il montaggio non vi è chiaro!

Ricordiamo anche che una volta terminata la vacanza e rientrati alla base, la tenda va comunque stesa al sole a fatta asciugare per prevenire muffe.

Assieme alla tenda munitevi di un telo impermeabile su cui poggiarla, per prevenire l’umidità in caso di pioggia (e non dimenticatevi, in campeggio, dopo averla montata, di costruirci delle canalette attorno, che andranno ricompattate al momento di lasciare la vostra piazzola).

Per dormire occorrono le stuoie, o, soluzione ancora più comoda, i materassini gonfiabili,e i sacchi a pelo (sconsigliamo le brande, inbombranti come bagaglio e scomode per il sonno).

Per cucinare servono:

  • un fornello con le bombole (noi ne abbiamo usato uno abbastanza piccolo, adatto a risotti e paste già pronte, cibi precotti e preparazione delle colazioni, niente cassoeula in campeggio)
  • 1 pentola
  • 1 teglia
  • 1 pentolino
  • piatti e posate di plastica,
  • il mestolo per gli spaghetti,
  • 1 cucchiaio di legno, 1 coltello da pane e 1 mestolo per brodo.
  • cavatappi
  • 2 bacinelle (il lavaggio dei piatti si effettua nelle aree apposite e sono indispensabili per il trasporto delle stoviglie)
  • canovacci
  • detersivo per piatti
  • 1 tanica per conservare l’acqua

La piccola dispensa dovrà ovviamente essere munita di cibi non deperibili : sale, olio, pepe, zucchero, caffè, paste a risotti a cottura rapida ad esempio . Per i cibi deperibili da comprare in loco suggeriamo piccole porzioni di alimenti che possano durare fuori dal frigo almeno 24 ore: frutta, verdura, pane, affettati confezionati, formaggi stagionati (il latte lo prendevamo a lunga conservazione consumandone una nuova confezione ad ogni colazione).

Per il tavolo, ce ne sono moltissimi che si chiudono comodamente a valigia per il viaggio e che ospitano 4 persone senza problemi.

Per la cura personale tenete conto che le docce saranno comuni, qui si proverà il vero amore per la vita avventurosa, ma se prenotate in un campeggio di categoria medio-alta vedrete che l’igiene è impeccabile. Portate con voi ovviamente accappatoi e prodotti per la doccia

Non dimenticate le mollette eil  filo per stendere.

L’attrezzatura personale è una parte più delicata, perchè molto dipende dal tipo di escursioni che siete soliti fare.

Per la sola vita in campeggio consigliamo :

  • ciabatte
  • biancheria intima
  • pantaloncini
  • tuta
  • felpe pesanti e leggere
  • giacca

E’  sempre una buona abitudine (ma la mamma gia’ lo sapra’) portarsi appresso anche dei medicinali (tachipirina, cerotti e disinfettante sono la base sine qua non)

Infine, visto che viaggiamo con dei bimbi e visto che potremmo doverli intrattenere a lungo in caso di cattivo tempo, non scordate dei libri illustrati adatti all’età (e portatene ovviamente anche per voi adulti), dei giochi in scatola o comunque “di concetto” e magari un bel pallone (nel nostro caso anche decine di gormiti)

Buona vacanza!!!